‘Green Book’ miglior film secondo i produttori, favorito agli Oscar

Nella notte il film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali ha vinto i PGA (Producers Guild of America Awards). Storicamente (con alcune eccezioni) chi vince questo premio si candida all’Academy Award

Eccezioni ci sono state come nell’anno di La La Land (poi vinse Moonlight) eppure tradizionalmente la corrispondenza c’è. Il titolo che si aggiudica il premio come miglior film ai Producers Guild of America Awards vince l’Oscar e quest’anno l’onore è toccato a Green Book, il film di Peter Farrelly in arrivo nelle nostre sale il 31 gennaio. Il film racconta la storia della vera amicizia tra un autista ex buttafuori italoamericano Tony Vallelonga e un virtuoso del piano afroamericano, Doc Shirley negli Stati Uniti razzisti degli anni Sessanta

Tony Vallelonga è Viggo Mortensen, Doc Shirley è Mahershala Ali, il Green Book del titolo è The Negro Motorist Green Book, la guida che per trent’anni segnalava alle persone di colore alberghi e ristoranti dove erano accettati, estrema forma di discriminazione autorizzata cammuffata per pubblicazione di cortesia, una lista di posti (qualcuno decente, molti sotto il livello della decenza) dove le ‘black people’ non avrebbero avuto problemi. Nonostante l’iniziale titubanza dovuta ai suoi pregiudizi nei confronti degli afroamericani, Tony parte per una tournée negli Stati del Sud dove assisterà a ben altre forme di razzismo e, lungo la strada, entrambi finiranno per cambiare la propria visione l’uno dell’altro. Tratto “dalla vera amicizia” tra Tony Vallelonga (il cui figlio, Nick, firma la sceneggiatura) e il musicista giamaicano Don Shirley, il film mette insieme due classici del cinema: l'”on the road” tradizionale e l’incontro della strana coppia, ma è soprattutto un film su un passato recente che parla dell’oggi.

Viggo Mortensen: “Dopo questo ‘Green Book’ sul razzismo per i miei 60 anni mi regalo un film da regista”

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“Come è noto il Green Book smise di essere pubblicato nel 1966 due anni dopo il Civil Right Act, e come è facile comprendere questo film mostrato a degli studenti al posto di una lezione di storia, rende chiara la risposta alla domanda: ‘perché è stato emanato quell’atto?’ – dice Mortensen – Vedendo il film si capisce immediatamente perché si è reso necessario. È un film ambientato nel passato, un passato che ben conosciamo con le sue discriminazioni razziali, è noto che allora il razzismo nei confronti degli afroamericani era istituzionalizzato. È utile raccontare come eravamo ieri per parlare di oggi. Non è un film ideologico che ti dice cosa pensare, racconta una storia: due uomini in viaggio, una macchina, tutto qui. Ognuno alla fine può farsi la sua idea”. 

Sconfitti gli altri titoli che ambiscono all’Oscar e che, con molta probabilità, troveremo martedì nella lista delle nomination:  Roma di Alfonso Cuaron, A Star Is Born con Lady Gaga e Bradley Cooper, il film fenomeno Black Panthere l’exploit di fine anno Bohemian Rhapsody senza dimenticare BlacKkKlansman di Spike Lee, Crazy Rich Asians (caso al botteghino negli Stati Uniti), La favoritaA Quiet Place e Vicesu Dick Cheney.

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‘La favorita’, potere e sopravvivenza ieri e oggi. Lanthimos: “Mancano solo gli arazzi”

In sala giovedì il film del regista greco con un terzetto di attrici eccezionali Olivia Colman, già Coppa Volpi e Golden Globe, Emma Stone e Rachel Weisz. È la storia della regina Anna che per dodici anni regnò sull’Inghilterra del Settecento

Una battaglia senza esclusione di colpi, con le armi della seduzione, della prepotenza, del gioco psicologico, della lusinga. Un triangolo femminile in cui il tema del potere e della sopravvivenza parla allo spettatore di oggi sebbene sia ambientato nell’Inghilterrra del Settecento. La favorita del regista greco Yorgos Lanthimos arriva nelle sale giovedì dopo il successo a Venezia e ai Golden Globe (Coppa Volpi e miglior attrice a Olivia Colman), è il favorito dei Bafta e si prepara alla notte degli Oscar (le nomination si sapranno martedì). Comunque vada un ottimo risultato per un film in costume che racconta le eccentricità di una corte, quella della Regina Anna (1702 – 1714), strette nel gioco di potere che si combatte tra Lady Sarah (Rachel Weisz) e Lady Abigail (Emma Stone) per il ruolo di favorita. Il tutto ambientato in un mondo sopra le righe, dove la corsa delle aragoste e delle anatre o il lancio di arance contro un cortigiano vestito soltanto di una parrucca sono diversivi necessari perché – come dice Lady Sarah – “una signora ogni tanto vuole divertirsi”. Sarah Churchill, duchessa di Marlboroug è stata una delle principali consigliere politiche della regina e – stando ai pettegolezzi dell’epoca – anche sua amante. Mentre la cugina Abigail Masham, il cui padre, andato in bancarotta, l’ha portata in miseria, costringendola a riciclarsi come cameriera, è una sopravvissuta. Al duro lavoro, agli stupri subiti, all’essere stata persa in una mano di carte dal padre e possiede tutta la rabbia e tutta la forza per rialzarsi.

Yorgos Lanthimos: “Potere e sopravvivenza oggi come allora”

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“Cè il tema del potere, della sopravvivenza ma quello che mi è veramente piaciuto di questa storia è il fatto che si poteva parlare di questi temi concentrandosi su pochi essere umani. Tenendo l’attenzione fissa su queste tre donne siamo riusciti indirettamente a dire molto sul nostro tempo e su come sentimenti, sensazioni personali abbiano una ripercussione su migliaia di altre persone.  – dice Lanthimos – Trovo che sia piuttosto sconcertante rendersi conto delle somiglianze che ci sono. Parliamo di una storia che è accaduta molti anni fa eppure sebbene non ci sia più gli arazzi alle pareti, beh in alcuni posti esistono ancora…, molto di quello che accadeva allora accade ancora. Le persone in posizione di potere, oggi come allora, rispondono alle loro regole, diverse rispetto al resto del mondo, in questo c’è la dimensione contemporanea del film”.

I temi d’altronde sono universali e senza tempo: potere, sopravvivenza, manipolazione, sesso come merce di scambio. È d’accordo anche Oliva Colman, che dice: “Le lotte umane che attraversano le epoche sono molto simili, possiamo mettere jeans e magliette ed è la stessa cosa, oggi. Ancora adesso ci sono persone che scambiano il sesso per amore e chi brama il potere e per ottenerlo è pronto a tutto. È molto interessante che, nonostante riusciamo a riconoscerlo, questo non cambi”.

Per il regista si tratta del primo film in costume. Dopo i titoli girati in Grecia ci sono stati The Lobster Il sacrificio del cervo sacro (entrambi presentati a Cannes). “Solitamente cerco di non guardare alle cose troppo simili a quello che sto facendo, ma siccome si trattava del mio primo film in costume mi sono fatto ispirare da persone che avevano lavorato al cinema storico in un modo originale e unico. Prima di tutto abbiamo guardato al cinema di Peter Greenaway e al suo I misteri del giardino di Compton House, ma anche Amadeus di Milos Forman. Mi è piaciuto molto il film The Madness of George III, il film di Ingmar Bergman Sussurri e grida per le parti più drammatiche ma anche dal punto di vista visivo. Insomma abbiamo visto un po’ di film per prendere ispirazione ma per trovare il nostro stile ci siamo rifatti anche a film che non erano in costume come Possession di Andrzej Zulawski o L’uomo che bruciava i cadaveri di Juraj Herz per l’utilizzo del fish eye o i movimenti di macchina”. Appuntamento quindi a martedì quando si scoprirà quante nomination il film avrà agli Oscar.

fonte repubblica cinema

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Lo spettacolo va in scena: Roma Salomè da Silva in Enrica La Tradita

Teatro delle MuseVia Forlì 43 (angolo via Bari), Roma  Salomè da Silva in Enrica La Tradita   Soggetto di Francesca Berger  Sceneggiatura   Francesca Berger e Salomè da SilvaCon Fabrizio Dottori al Sax Regia di Francesca Berger 

Enrica è nel suo accogliente soggiorno e chiacchiera con la provocante investigatrice Miriam, che ha delle perplessità sul fidanzato e sul credo spirituale dell’innamorata e svagata padrona di casa, darà luogo così a una divertente indagine. All’appartamento ha anche accesso Lulù, splendida aristocratica stanca degli uomini e della vita, che felicemente infelice ha scelto Enrica quale sua coach. Carmela entrerà con delle rose, la vicina di casa napoletana è paradossale e sensitiva ed ha la passione per gli horror in Tv. Marikkika una colf biondissima inviata da un’agenzia di ultima generazione perderà il tempo retribuitole con le sue piccanti riflessioni. A fare da trait d’union nell’ambiente super spirituale, tra una quotidianità a tratti schermata da una sorta di indifferente asocialità e l’anima, che a sua volta in tutti noi vuole sopravvivere c’è la musica, che per la life coach Enrica è terapeutica: la musica che aleggia nell’aria è incarnata da un sassofonista: il noto Fabrizio Dottori. Il finale da farsa è sorprendente. 

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Intervista a Manuela Miscioscia Athena: Poliedrica e versatile

Come prima domanda vorrei chiederti come nasce questa passione per il cinema?

Innanzitutto, grazie. Nasce dall’infanzia l’amore per il Cinema. Trascorrevo le serate o le notti guardando film, spesso in attesa che mia sorella e mio fratello più grandi tornassero a casa. I film erano la mia compagnia, e i miei preferiti avevano la facoltà di leggermi dentro, di stimolare la mia pronunciata emotività, l’immaginazione! Era come se entrassi dentro i film, nei quali tifavo sempre per l’eroe o l’eroina, e come in un sogno, un meraviglioso sogno vissuto a occhi aperti, vivevo mille sfumature di me. Per me il Cinema non è illusione, per me è magia! Il Teatro, invece, che ho iniziato a vivere all’età di 15 anni, è casa, semplicemente casa mia. Entrambi per me sono meditazione, catarsi dell’animo umano. Tornando col focus al Cinema, in lui c’è una splendida fusione di arti, e come in un cerchio senza fine puoi respirare la vita senza interruzioni, con fluidità, bellezza e armonia. Ecco, è proprio un sogno, un sogno che racconta la verità e che può divenire realtà. Un sogno che apre mille cassetti dell’anima e che apre porte infinite.
Ho sognato con lui tutta la vita, mi sono posta mille domande grazie a lui, e desidero poterlo vivere nel presente.

Tornado al cinema quali sono i tuoi progetto per il futuro?

Desidero appunto provare a “Vivere” il Cinema, verbo che usava il mio caro maestro Roberto de Robertis (Taranto 10/09/1926 – Roma 17/09/2014, allievo e aiuto regista di Pietro Sharoff, nonché direttore dell’Accademia medesima dove mi sono diplomata): noi della scuola di Stanislavskij usiamo appunto il verbo “Vivere”. Mi manca molto ma so che è sempre dentro me, non se n’è mai andato. Il Cinema è il mio sogno nel cassetto da una vita; ho fatto sempre Teatro finora, il Teatro che desidero continuare a “Vivere”! Desidero realizzare questo sogno, poter gioire in assonanza col mio cuore che immagino come un raro fiore che sboccia a nuova esperienza; desidero poter esprimermi, condividere, dare e realizzare i miei sogni. Vediamo cosa succede.

Quanto conta per te l’aspetto fisico per una attrice?

Per me conta l’interiorità e l’espressività per un’attrice, la sua profonda intensità, la capacità di comunicare naturalmente, coerentemente e spiritualmente la vita del personaggio. Prendiamo Anna Magnani: non era bellissima, ma per me era ed è la più bella di tutte: il suo magnetismo, i suoi occhi profondi come gli abissi, carichi come un vulcano in eruzione, bucavano lo schermo e arrivavano diritti al cuore, lasciandomi stupita, sospesa, senza parole, elettrizzata, coinvolta, commossa profondamente. Che attrice, che donna! Anche nel silenzio, anzi soprattutto con i suoi sguardi, raccontava mondi infiniti.

Con quale attore ti piacerebbe lavorare?

Mi vengono in mente molti attori cinematografici di oggi; posso magari dire quelli che ho seguito di più finora e che praticano fortunatamente ancora la “missione dell’attore”: Al Pacino, Robert De Niro, Gigi Proietti, Leonardo DiCaprio, Keanu Reeves, Diane Keaton, Jean Reno, Giancarlo Giannini, Meryl Streep, Woody Allen, Clint Eastwood, Kevin Spacey, Mel Gibson, Jim Carrey, Susan Sarandon, Johnny Depp, Anthony Hopkins: non sono messi in ordine di preferenza, sono semplicemente coloro che mi hanno fatto davvero sognare e che ritengo essere talenti puri e geniali.

Se dovessi fare un piccolo bilancio quali sono i momenti più significativo per te?

La nascita dei miei splendidi nipoti, il sorriso innocente e sincero di un bambino, gli occhi ridenti della gente: vorrei davvero che tutti potessere essere sereni, e vivere con dignità e giustizia. Con gioia, perché la vita è un dono inestimabile e tutti noi siamo sulla stessa barca. O almeno dovremmo esserlo. Ho un debole per le persone fragili ma al contempo forti, probabilmente perché mi rivedo in loro, e loro in me, come in uno specchio. Questa vita ha bisogno di generosità, di comunione, di fratellanza. E poi…il sorriso di un anziano, le coccole e la fiducia della mia amata famiglia, dei miei cari amici, della nonna Enza che è in quella terra magica che è la Sicilia, l’affetto di chi mi ama davvero, senza pretendere nulla in cambio. La condivisione e la nascita e ancor la rinascita: a volte mi sono sentita morire, ma poi quando mi sono rialzata, avevo integrato qualcosa di nuovo dentro me, ho potuto vedere meglio la realtà per quello che è. Mia nonna Felicetta aveva l’alzheimer e chiamava tutte le persone con il mio nome: mi amava, illimitatamente. Ho avuto nonni davvero speciali. Sento molto la vicinanza delle mie origini, un pò viterbesi, siciliane, pugliesi, toscane e abruzzesi. Ho vissuto due momenti particolarmente difficili per la salute: gli ospedali erano un ambiente familiare per me in passato. Giuro che con l’avvento della guarigione ho sentito primari non spiccicare parola a riguardo, stupiti di tutto ciò; l’ultimo mi disse questo: “Ora apri quella porta, sorridi e sii grata”. Non lo dimenticherò mai. Sono sanissima, scoppio di salute, ho 10/10, faccio arti marziali a livello professionale e ho una voglia matta di vivere! Ho fiducia in me, ora conosco il mio cuore. E ringrazio tanto tutte le persone che hanno creduto in me, nella vita, in generale. E concludo con il Mare: da bambina ero sempre sott’acqua d’estate, e lo giuro mi sentivo a casa: mi pareva che il mio respiro battesse assieme a lui, anzi sono certa che è così. Alla fine, com’è profondo il Mare!

Artisticamente, quale è l’attrice a cui vorresti somigliare?

All’unica, inimitabile, meravigliosa, viva, vera “Nannarella”, Anna Magnani! Irragiungibile, ma è la mia musa ispiratrice, senza dubbio. Grazie donna fantastica, forte, emotiva, fragile, profonda, piena di Amore e vera! Amava anche lei gli animali, soprattutto i gatti, come me.

Cosa accade nella tua vita privata?

‘E privata no? Dai scherzo. Amo profondamente Madre Terra: ho un piccolo orto officinale, grazie al quale faccio preparazioni per il mio benessere quotidiano. Per me la natura è la casa, la cura e la chiesa. Pratico il Kung Fu Wushu, stile Mantide delle Sette Stelle, un antico stile della Cina del Nord, meraviglioso è dir poco, e con Shifu Massimo Valdarchi (in qualche modo ricerco sempre l’azione). Pratico la meditazione, amo stare in solitudine magari davanti a un caldo fuoco d’inverno con un buon libro o della buona musica, e in compagnia con gente sincera. Amo leggere, ascoltare musica, scrivere poesie e prosa, amo fare trekking, fotografare e posare per bravi fotografi. Amo conoscere e condividere! E.…c’è un interesse per una persona. Se sogno il grande Amore? Da tutta la vita. Chissà. Una cosa è certa: i dettagli fanno la differenza, e i fatti sono l’unica cosa che conta.

Chi è l’attore ne sociale? Soprattutto la sua missione?

La missione dell’attore è creare la vita spirituale del personaggio, “dal di dentro” come diceva il mio maestro, ed esprimerla. Condividerla. L’attore rivive, agisce, sente, ride, piange, l’attore dà, l’attore è portatore di verità, l’attore dà sé stesso e dunque può donare anche agli altri. L’attore non accumula il suo amore, ma lo condivide. Il vero attore ti dona pezzi di sé, l’attore vero ti fa anche porre delle domande dentro di te: in fin dei conti l’arte non dà risposte, ma stimola curiosità, domande. L’attore entra in sinergia con gli altri, e gli altri assieme a lui.

Che rapporto hai con i social network?

Poiché amo la comunicazione, certamente mi muovo nei social network, ma ammetto che ogni tanto stacco da essi: mi serve il mio spazio, voglio vivere una vita più “reale”possibile.
I social sono un pò come le idee, ma la vita è la concretizzazione di queste idee.

        Ultima domanda, il senso della vita? 

Semplice: l’avrò ripetuto non so quante volte nell’intervista questo termine, ovvero l’Amore! Che è dentro ognuno di noi, e come un eco si espande. Sono grata alla vita, che è il palcoscenico e il film più bello di tutti. Grazie Cristian per questa intervista. Grazie a tutti. Buon viaggio!

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GIULIO WILSON: Cantautore Italiano. Vincitore Del Premio Lauzi 2018, MEI 2017, BMA Bologna Musica D’Autore.

IL 18 GENNAIO ESCE IL SINGOLO “MODIGLIANI” E L’ALBUM “FUTURO REMOTO”. IL 27 GENNAIO A MILANO PRESENTAZIONE ALLA STAMPA E AL VIA IL TOUR 2019

E’ iniziata l’attesa e cresce la curiosità del pubblico per l’uscita il prossimo 18 gennaio del nuovo album del cantautore Giulio Wilson dal titolo “FUTURO REMOTO”. In contemporanea, nella stessa data, è prevista l’uscita del singolo “Modigliani”.“Futuro remoto” di Giulio Wilson dal 18 gennaio sarà disponibile ai seguenti link Google Play, iTunes, Spotify: Google PlayiTunesSpotify Dal 21 gennaio sarà disponibile anche il video sul canale youtube dell’artista e sul sito www.giuliowilson.itIl nuovo Disco di Giulio Wilson sarà presentato alla Stampa il 27 gennaio a Milano a partire dalle ore 19:00 presso il GogangaVia Giovanni Cadolini, 39 e seguirà un live del cantautore che si esibirà in un mini showcase. La tournée 2019 è già fitta di appuntamenti ed il calendario è in continuo aggiornamento. Le date al momento confermate sono: Il 26 gennaio a Torino – Suoneria di Settimo Torines, Il 2 febbraio a Firenze – Le Murate, L’8 febbraio a Prato – Wallace, Il 16 febbraio a Potenza – Teatro Piccolo Principe, Il 17 febbraio a Pescara – Loft 128, Il 19 febbraio a Bologna – Bravo Caffè,Il 22 febbraio a Perugia – Bad King, Il 23 febbraio a Verona – The brothers, Il 24 febbraio a Vigevano – Pick wick.

Giulio Wilson è un cantautore nato a Firenze, enologo e vignaiolo biologico indipendente. Nasce nel 1983. Suona per 7 anni come tastierista e compositore nella band “Antisgamo”. Suona per 8 anni il sassofono contralto nel CORPO MUSICALE SEDRIANESE (Mi). Nel 2007 si Laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze. Suona nei FIATI SPRECATI, banda popolare di strada. Con Lapo Tardelli fonda la società DALLE NOSTRE MANI snc con la quale produce vini biologici e apre VIVANDA, affermato ristorante di cibi naturali e vini biologici in centro a Firenze. Nel 2009 suona per VINICIO CAPOSSELA il sassofono contralto sul palco del Play Festival ad Arezzo. Scrive con BOBBY SOLO “Dove corre il tempo”, brano presente nell’album di esordio di Wilson: “Soli nel Midwest”. Firma un contratto con “Immaginazione”, etichetta discografica di Enzo Iacchetti ed esce l’album “SOLI NEL MIDWEST” con la produzione artistica di Eddy Mattei e Federico Biagetti, stretti collaboratori di Zucchero Sugar Fornaciari. Nel 2016 Wilson apre il tour estivo di Bobby Solo in tutta Italia. E’ finalista al premio e festival “Giancarlo Bigazzi”. E’ semifinalista al Festival di Castrocaro 2016. E’ semifinalista al Tour Music Fest 2016. E’ finalista per due anni di seguito ad “Area Sanremo 2016 e 2017” con due brani inediti. Apre la tournée italiana 2017 di BOBBY SOLO. E’ vincitore assoluto di BMA – Bologna Musica d’Autore, con il brano “Mia bella Ciao”. Vince il “premio speciale MEI miglior cantautore 2017. E’ vincitore assoluto del premio Lauzi 2018: a consegnare il premio è Enrico Ruggeri.

“Mia bella Ciao”, scritta da Wilson, vince al Teatro Masini di Faenza (RA) come miglior canzone di “Materiale Resistente 2.0“, evento promosso da MEI.  E’ semifinalista a Musicultura 2018.

Viene intervistato su Tg2 da Bruno Gambacorta (eat parade Rai2 – 2.000.000 di spettatori).

Viene invitato a suonare in sede Rai Bologna per la trasmissione RadioRai “una serata tutta italiana”. Suona con tanti professionisti tra cui: Ronny Aglietti e Matteo Giannetti già bassista per Max Gazzè, Andrea BocelliValter Sacripanti già batterista per Loredana Bertè, Nek, Cristicchi.

Numerose le sue collaborazioni live e discografiche: Patti Smith, Casa del Vento, Irene Grandi, Turci, Elisa, Mannoia, Bosso; Tommaso Macelloni e Federico Biagetti (già chitarrista per Zucchero); Giuseppe Scarpato chitarrista e produttore di Edoardo BennatoDavide Verdigris (vocal Coach)

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Paola Lavini: La mia vita è come un film

“Unequivocal” PAOLA LAVINI, attrice italiana   con un talento innato che la rende splendente in tutte le sue interpretazioni. Un talento che le dà la possibilità di recitare in diverse lingue come: l’inglese, il francese il tedesco, lo spagnolo e in diversi dialetti come: il siciliano, il calabrese, il napoletano, l’abruzzese. Un’attrice vera, completa, sensuale ed affascinante che ai microfoni del CINECLAN si racconta così:

Come prima domanda, vorrei chiederti: Come nasce questa passione per il cinema?

“la passione nasce per l’arte in generale. Infatti, dipingevo. Da piccola già inventavo personaggi truccandomi davanti allo specchio, senza sapere che le mie zie mi osservavano dalla serratura della porta.Poi ho iniziato a cantare nella parrocchia del paese dove vivevo, era molto stimolante e le prime lezioni servirono per migliorarmi interiormente. Poi feci la scoperta del teatro, quello vicino casa (tutto di nascosto), che riusciva a farmi crescere e a rendermi migliore come persona.

Poi la decisione di lasciare tutto, anche il paese natio, per frequentare un’accademia d’ arte drammatica ed una scuola di musical. Da quel momento tanta prosa, tanto musical per poi arrivare al cinema, dove oggi trovo la mia verità. Lo sguardo della macchina da presa “addosso” mi permette di arrivare ad un’essenzialità di movimento, di sentimento, di azione che provo e che cerco di restituire al pubblico nel modo più autentico.”

Quando conta l’aspetto fisico per un’attrice?

“L’aspetto fisico per un’attrice conta tutto e niente, specie se penso a me che cambio volto in ogni film, spesso anche ‘imbruttendomi’. Io ho sempre puntato sulla preparazione, prima, dopo e durante. Solo oggi posso permettermi di essere ‘bella’.  Bella, per me, significa avere un volto ed uno sguardo che arrivano, che non si dimenticano.”

Tornando al cinema, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Dopo il successo di ‘Terra bruciata’, docufilm sui partigiani dell’alto-casertano per la regia di Luca Gianfrancesco, che ancora sta vincendo premi nel mondo, si sta lavorando ad un progetto sugli ebrei ‘salvati’ a Tora, provincia già citata nel film di cui sopra. Vari progetti sono in pieno sviluppo con il regista Federico Bensi, con cui ho lavorato da protagonista in diversi corti, anch’essi vincitori di premi (“Due”, “Verso il basso”) e “Al fare del giorno”, un progetto che mi vede protagonista ed al quale tengo molto.         

Con un altro giovane regista Rocky Alvarez stiamo lavorando alla pre-produzione del lungometraggio ‘Vacanze jasutta’ (il corto ha vinto il premio anche in USA).In essere ci sono già: un documentario (in post produzione) ed un’idea si un lungo con il regista Kassim Yassin Saleh, con il quale sono andata a Cannes con ’21 Insonnia’, proprio sull’idea dell’integrazione.

C’è un altro film in preparazione con il regista Ezio Maisto. L’anno nuovo vedrà la luce il film di Giorgio Diritti, girato con Elio Germano nel 2018, sulla storia si Antonio Ligabue dal titolo ‘Volevo nascondermi.”

Credi nell’amore?

“Si molto, penso che esso sia il motore della vita.L’amore non solo di un uomo, ma molto più esteso.”

Se dovessi fare un piccolo bilancio, quali pensi siano stati i momenti più significativi per te?

“In assoluto, quando sono scappata di casa per inseguire i miei sogni. Quando ho avuto la mia libertà e la mia vita è ricominciata. La mia esperienza in accademia, a Palmi. Un’esperienza di scuola ma anche di vita, amore ed avventura.Il Marocco, conosciuto tramite questa accademia, che mi ha fatto vivere e scoprire realtà nuove, uniche, magiche, dure, reali, tanto che ci ho vissuto per girare un film ed insegnare canto.Bologna, città che io adoro, dove ho frequentato la scuola di musical e dove ho vissuto una storia d’amore importante.

La scoperta di poter parlare diversi dialetti, in primis con Oldoini ne ‘I mostri oggi’ (dove interpretavo la rumena) e subito dopo con Alice Rohrwscher in ‘Corpo celeste’      e di conseguenza la magia del festival di Cannes proprio con questo film. Con ‘Sangue Pazzo’ di Marco Tullio Giordana, ho avuto la possibilità di sfilare sul red -carpet  ‘a cote de’  Monica Bellucci. Poi l’incontro con Francesco Munzi ed ora:

-con Giorgio Diritti. Due ‘artigiani’ silenziosi del mestiere che mi hanno coinvolta e amata’ in più progetti recenti. Niccolò Ammanniti, ideatore del progetto il Miracolo ha rappresentato per me un altro incontro speciale. Ma se vado indietro nel tempo ogni incontro ha lasciato in me un segno indelebile. Ogni regista, ogni produttore,ogni collega, ogni porta aperta,ogni porta chiusa, i costumisti, i truccatori, tutta la crew. Per me un film è una grande squadra ed è importante ricordarselo.”

Cosa accade nella tua vita privata?

“Ecco!  vorrei saperlo anch’io! Manca assolutamente l’amore, non ho gossip da raccontare. Arriverà, prima o poi, un’anima bella con la quale fermarsi. Per il momento lavoro molto, concentrandomi su me stessa e sugli amici.”

Ultima domanda:  Qual è per te Il senso della vita?

“Per me la vita è un dono, da non dare per scontato, da vivere sopravvivere,cavalcare, godere. La vita vince sulla morte, l’ho visto quando ho rischiato di morire in mare. A volte lo dimentico pure io, ma non butto via la vita, mai! Mi fermo, piango, respiro e riprendo a … pedalare!”

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Al Teatro Flavio in anteprima assoluta “I Bravi Amici” regia di Mattia Riccio.

In anteprima assoluta a Roma il 14 gennaio 2019 al Teatro Flavio alle ore 20:00 si terrà la proiezione del cortometraggio “I bravi amici” del giovane e talentuoso regista romano Mattia Riccio.Sarà presente all’evento tutto il cast: Massimo Bonetti, Paola Turci, Fabio Massenzi, Andrea Parello, Davide Lo Coco, Maria Tona, Manuel Rulli, Alessandro Sardelli e Francesco Rodrigo.Gli attori ed il regista presenteranno il film in Sala.


Tratta dall’omonimo romanzo di Massimiliano Degli Esposti, la storia de “I Bravi Amici”  ruota attorno alle vicende di tre ragazzi della periferia romana, Daniele, Alessio e Stefano, che un bel giorno decidono di fare una rapina. In seguito Daniele, il protagonista, è costretto a scontare una pena di 20 anni.Una volta uscito dal carcere, Daniele farà visita ai suoi vecchi amici, che nel frattempo hanno continuato le loro vite senza aver mostrato un briciolo di sensibilità nei suoi confronti.


Anno di produzione: 2018Produzione: Massimiliano Degli EspostiDirettore di produzione: Roberto GentileSceneggiatura: Massimiliano Degli Esposti e Mattia RiccioRegia: Mattia RiccioDirettore della fotografia: Alberto BracalenteMontaggio: Mattia RiccioColonna sonora originale: Salvatore Nicolò

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Paolo Paoloni, è morto il megadirettore galattico di Fantozzi

aolo Paoloni

Addio al megadirettore galattico del film Fantozzi. L’attore Paolo Paoloni è morto all’età di 89 anni.

Venne scoperto da Luciano Salce, con il quale recitò in numerose pellicole a partire dal 1968. È tuttavia noto soprattutto per aver impersonato il Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam, il mega direttore galattico nella saga di Fantozzi.

Ha interpretato in particolar modo commedie, ma ha anche partecipato a film dell’orrore come Cannibal Holocaust,La casa nel tempo e Fairytale.

Molto attivo anche in televisione, ha fatto parte del cast della serie Nebbia in Val Padana, del 2000, in cui interpretava il maggiordomo della villa di Cochi & Renato. In tempi recenti lo si è visto anche in Don Matteo (un episodio nel 2006 ed uno nel 2011).

Ha lavorato molto in teatro, dove, oltre che interprete, è stato anche un apprezzato regista.

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Non ci resta che il crimine, il nuovo film di Massimiliano Bruno

Non ci resta che il crimine, il nuovo film di Massimiliano Bruno con Alessandro Gassmann, Gianmarco Tognazzi, Marco Giallini, Edoardo Leo e Ilenia Pastorelli, è dal 10 gennaio al cinema. Questo, l’intervento di Paolo Del Brocco, AD Rai, alla conferenza stampa del film. “Il nostro pensiero è che si debba andare verso un genere di commedia diverso come quello rappresentato da questo film, in cui la commedia incontra altre forme di cinema. Con Lucisano abbiamo co-prodotto tutti i film di Massimiliano Bruno fin dall’inizio: è uno dei registi della grande famiglia di Rai Cinema e 01 Distribution. Siamo molto soddisfatti del suo lavoro che ha attraversato anche film molto diversi tra di loro. Anche quando ha voluto rischiare, in senso cinematografico, lo ha fatto in maniera intelligente. Lo abbiamo seguito sempre e continueremo a farlo.”

fonte rai

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Intervista a Gaia Cardone Il volto simpatico della fiction Italina

Come prima domanda vorrei chiederti come nasce questa passione per il cinema?

Sin da piccola ho sempre guardato con ammirazione gli attori e il mondo del cinema lo vedevo come un gioco “per i grandi “che in quel contesto giocavano a fingersi dei personaggi diversi da quelli che erano nella vita reale… Crescendo ho maturato l’idea che un attore per essere un bravo attore deve rimanere “bimbo “per sempre!!!

Quanto conta per te l’aspetto fisico per una attrice? 

L’aspetto fisico è un biglietto da visita, doloroso ammetterlo ma” si “conta molto! Mi piace essere giudicata per il mio talento più tosto che per l’aspetto fisico ma purtroppo funziona così: prima vengo presa in considerazione magari per la mia fisicità ma la gratificazione più grande è quando riesco a far passare quest’ultima in secondo piano!

Tornado al cinema quali sono i tuoi progetto per il futuro?

Il mio sogno è quello di diventare un’attrice con la” A “maiuscola, non importa fare innumerevoli film avere un bum iniziale e sparire nel nulla….     IO VOGLIO ENTRARE NEL CUORE DEGLI ITALIANI E RESTARCI!!!  

Con quale attore ti piacerebbe lavorare?

Mi piacerebbe lavorare con Dylan O’Brien è il mio attore preferito al momento

Se dovessi fare un piccolo bilancio quali sono i momenti più significativo per te?

Essendo giovanissima posso dire che tutti i momenti sono stati significativi a partire dalla mia formazione alla mia prima esperienza su un set!

Artisticamente, quale è l’attrice a cui vorresti somigliare?

Vorrei assomigliare alla grande Sofia Loren la quale è riuscita a lasciare un segno nel cuore di tutti e anche se non si vede più in TV come anni a dietro” è”, è stata e rimarrà un mito…. In Cosa accade nella tua vita privata? Per il momento nulla di particolarmente significativo, mi vivo le mie prime esperienze cercando di migliorare sempre di più.

Chi è l’attore ne sociale? Soprattutto la sua quale la sua missione?

-Secondo me l’attore ha una responsabilità non indifferente in quanto diventano icone da seguire, spesso con il loro lavoro lanciano messaggi e molto spesso si confondono realtà e fantasia…. IO PENSO CHE UN ATTORE QUANDO FINISCE DI RECITARE DEBBA DARE IL BUON ESEMPIO

Che rapporto hai con i social network? 

Non ho un buon rapporto con i social ma come la stragrande maggioranza mi adeguo, oggi si lavora così quindi li uso per tenermi aggiornata, per conoscere fotografi per book fotografici, registi…. Se non se social non lavori!

Ultima domanda, il senso della vita?

Una cosa importante che mi dice sempre mia madre è che non bisogna mai smettere di avere paura… essere troppo sicuri a volte è un’arma a doppio taglio, non bisogna mai abbassare la guardia.  

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