Zhang Yimou, il suo film ritirato dal festival di Berlino

L’ombra della censura cinese dietro all’annullamento dell’anteprima mondiale di ‘One second’ per “motivi tecnici”. Con la stessa motivazione la settimana scorsa ‘Better Days’ del regista di Hong Kong Derek Tsang rimosso dalla selezione Generation

PECHINO – “Motivi tecnici”. Si limita a questo il comunicato con cui i produttori del film e gli organizzatori del Festival del cinema di Berlino hanno annunciato che One second, l’ultima opera del super regista cinese Zhang Yimou, non sarà proiettata alla Berlinale, dove doveva fare il suo debutto mondiale venerdì 15 febbraio, precisando quindi che il numero di film in concorso passa da 17 a 16. Due parole, troppo poche per non far sospettare che dietro a quei motivi ci sia in realtà la mano della censura di Partito, che non avrebbe concesso al film l’autorizzazione finale a essere esportato e concorrere per l’Orso d’oro. “Il festival mostrerà invece un altro film scelto tra i lavori precedenti di Zhang Yimou”, ha aggiunto un portavoce del festival, indicando poi Hero del 2002.

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Maggie Cheung in ‘Hero’ (2002)

One second, un secondo, racconta la fuga di un prigioniero da un campo di lavoro ai tempi della Rivoluzione culturale di Mao Zedong. Un periodo tragico le cui aberrazioni sono state condannate dal Partito comunista, ma che resta comunque sensibile. I film cinesi prevedono un processo di approvazione lungo e complesso, il cui primo passaggio è il via libera alla sceneggiatura, da ottenere prima ancora dell’inizio delle riprese, e l’ultimo il cosiddetto “sigillo del Drago”, l’ok finale. Quelli da esportare all’estero però hanno bisogno di un’ulteriore e diversa autorizzazione, e di recente la responsabilità in materia è stata trasferita dal governo al dipartimento per la Propaganda del Partito comunista, che ha reso il controllo ideologico ancora più stringente.

dal nostro corrispondente FILIPPO SANTELLI

fonte: repubblica.it

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